
Progettazione: RTP EGM Project srl e ing. Diego Fabrizio
Direzione dei lavori: Ing. Carmen Martone
Committente: Commissario Straordinario per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico in Basilicata
L’intervento in oggetto è stato finalizzato alla mitigazione e rischio idrogeologico su un’area caratterizzata da criticità connesse alla circolazione idrica sub superficiale e sotterranea che interferisce con gli edifici e i manufatti realizzati lungo il versante.
L’asta fluviale in oggetto negli anni ‘60 è stata canalizzata realizzando in primis un rivestimento del fondo mediante basole lapideee di varia pezzatura legate con malta cementizia. Nel corso del tempo, per motivi legati all’evoluzione del tessuto urbano dell’abitato di Tito, il fosso Sant’Antonio è stato oggetto di “confinamento” mediante la realizzazione di muri laterali in muratura di pietrame a sacco secondo una configurazione “scatolare” delle dimensioni di circa 1,00 m in larghezza e di 1,90 m in altezza. L’azione erosiva delle correnti e l’ulteriore rimaneggiamento del tessuto urbano nel corso degli anni ha determinato la configurazione attuale estremamente disomogenea.
Nella zona di San Vito l’azione erosiva della corrente, favorita localmente dalla presenza di un salto idraulico, ha determinato la rottura delle pareti in muratura che delimitavano l’originario percorso del canale; l’assenza dell’ostacolo alla corrente venuto meno per il parziale collasso delle murature in pietra del canale ha favorito un ampio processo erosivo che ha interessato il sottosuolo retrostante al canale creando una voragine il cui tetto risultava costituito dai soli materiali granulari cementati con spessori differenti.
Abbiamo condotto le indagini geognostiche e geofisiche con lo scopo di ricostruire un modello del sottosuolo che potesse ben rappresentare le caratteristiche litostratigrafiche della zona di indagine fornendo indicazioni sulla estensione della cavità individuata e dei sottoservizi presenti.
La scelta progettuale ha consentito di contemperare esigenze di ordine statico/geotecnico ed idraulico attraverso una vasca idrica di accumulo delimitata lungo il perimetro da una paratia di pali secanti (pali D=60 cm intervallati a 90 cm profondi circa 1700 cm), sul fondo da una piastra dello spessore di 70 cm e superiormente da un impalcato carrabile composto da travi e soletta solidarizzati ai pali della paratia per mezzo del cordolo sommitale della stessa.